Sticky fingers è un album degli Stones, pubblicato nel 1971. All’interno capisaldi della musica rock quali Brown Sugar, Wild Horses, Sister Morphine tra gli altri. Brown sugar, famosa per il riff di chitarra ideato, si dice, proprio da Mick Jagger, è un brano con riferimenti allo schiavismo, alla prostituzione ed alla droga. Lo stesso Jagger nel 1995 ha ammesso che il testo è una sorta di concentrato di temi scabrosi e che non sarebbe più stato capace di scrivere una canzone simile. Il country affascina Richards e l’amicizia con un grande interprete del genere come Gram Parsons, porta alla realizzazione di Wild Horses, “cavalli selvaggi che non riusciranno a trascinarmi via”. Lo stesso Parsons registrò una versione del pezzo con i Flying Burrito Brothers, una delle prime band esponenti del country rock, che uscì nel 1970 in netto anticipo sulla versione degli Stones. Sister Morphine nasce dalla collaborazione con Marianne Faithfull, allora fidanzata di Jagger. È la storia di un uomo che finisce in ospedale dopo un incidente, in condizioni gravi e vuole morire. Nel LP Sticky fingers gli autori riportati sono Jagger e Richards. Non si trattò di uno scippo ma di una manovra per evitare che i diritti fossero incassati dal suo manager Gerry Brown, con il quale la Faithfull era in pessimi rapporti. Quando nel 1994 venne ristampato, la Faithfull fu finalmente accreditata tra gli autori di Sister Morphine.
Iniziai quindi la spasmodica ricerca del disco pochi anni fa. Avevo altri vinili di Jagger e compagni, ma quello con i jeans sdruciti in copertina mi mancava. Nelle prime edizioni su vinile la cerniera è vera e regolabile. L’estro di Andy Wharol a disegnare un consistente rigonfiamento all’altezza dei genitali. Siamo nel 1971 e molto clamore fece questa immagine che l’artista aveva realizzato con l’ausilio di un modello dal nome Joe Dallesandro. La vulgata comune in realtà aveva accreditato quei jeans e quel particolare “rigonfiamento” a Mick Jagger, ma la vera narrazione pone in capo al modello, amico di Wharol, la paternità dell’immagine. Durante un giro ai vari mercatini di vinili, trovai il disco, anzi direi proprio soltanto la copertina con la cerniera apribile, alla “modica” cifra di 500 €. Il disco era quasi inascoltabile, catalogato con la sigla G – (Presenta un rumore di fondo significativo, graffi e segni di usura evidenti). E altre poche cerniere apribili si avvicinavano a quel folle prezzo, in condizioni più o meno degradate, considerando anche qualche rarità sui siti online a quasi 1.000 €. Dopo qualche anno, optai quindi per la più comoda ristampa inglese del 1994, al prezzo di 25 €. La cerniera, per quanto mi riguarda, può tranquillamente rimanere chiusa!

Fonti: “Il libro nero dei Rolling Stones” di Paolo Giovannazzi.

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