Avevo iniziato a scoprire il magnifico mondo delle chitarre rock, quando, dopo aver letto una critica entusiasta di Renzo Arbore sul Corriere della Sera, comprai a scatola chiusa Making Movies dei Dire Straits, gruppo per me all’epoca sconosciuto. Era il 1981, probabilmente a febbraio, prima della performance di questa band al festival di Sanremo. Potevo andare orgogliosamente fiero, tra i miei amici, di conoscere già i brani con i quali avevano incantato il pubblico dell’Ariston (Expresso Love, Skateaway, Romeo and Juliet e l’immensa Tunnel of Love). Di lì a poco, nel prendere un passaggio in auto, da Anguillara a Bracciano, da un amico più grande, venni sollecitato dalla musica che proveniva dal mangiacassette. Era Eric Clapton con Wonderful Tonight, canzone che ritornerà prepotentemente all’alba del mio vero Amore e che attualmente sto cercando di “imparare” alla chitarra. Da quel momento la passione per questo eccelso musicista non mi ha mai abbandonato. Dalle origini con il visionario John Mayall nei Bluesbreakers, passando dai Cream, supergruppo con Jack Bruce al basso e Ginger Baker alla batteria, che unirono il blues dei Padri con il rock, fino a Derek e The Dominos, insieme al tastierista Bobby Whitlock, al bassista Carl Radle e al batterista Jim Gordon. E proprio con Derek e the Dominos Eric Clapton registrò una delle sue canzoni più famose: Layla. Era il 1970 e Clapton ricevette in regalo il libro Majnun e Leylà scritto da Nizami Ganjavi, poeta epico romanzesco della letteratura persiana. Il poema narrava la storia di una principessa, innamorata perdutamente di un uomo che però non poté sposare perché obbligata dal re, suo padre, a un matrimonio combinato con un uomo del loro rango. La storia era del tutto simile alle vicende amorose di Clapton, il quale in quel periodo frequentava la casa di un suo carissimo amico, George Harrison. George era sposato con la modella Pattie Boyd (alla quale aveva dedicato Something) che suscitò in Clapton un sussulto d’amore, un amore impossibile proprio per il profondo legame di amicizia con Harrison, che gli impedì di esternare i suoi sentimenti. Nella testa di Clapton iniziavano a formarsi il testo e la musica di una canzone stupenda: Layla. All’inizio aveva pensato il brano come una ballata acustica, ma l’incontro con i componenti dei Derek e The Dominos e soprattutto con il chitarrista Duane Allmann lo convinsero a trasformare il brano in un grande pezzo rock. Il riff introduttivo che caratterizza e accompagna il brano è stato scritto proprio da Allmann ed è suonato dalle due chitarre (Clapton, Allmann). Proprio le chitarre, durante tutto il brano, sembrano urlare la sofferenza dell’Amore impossibile. Ma è grazie al batterista Jim Gordon che il brano assume contorni più delicati. La ballata che caratterizza la seconda parte di Layla, suonata da più pianoforti, è stata scritta proprio da Gordon. In essa si intrecciano le chitarre di Clapton e Allmann per un finale tra i più affascinanti della storia del rock.
“Cosa farai quando ti sentirai sola. Senza nessuno ad aspettare al tuo fianco? Sei scappata e ti sei nascosta per troppo tempo. Lo sai, è solo a causa del tuo stupido orgoglio. Layla, mi hai messo in ginocchio. Layla, ti sto implorando, tesoro, ti prego. Layla, tesoro, non vuoi alleviare la mia mente inquieta? Ho provato a darti consolazione. Quando il tuo vecchio uomo ti ha abbandonata. Come uno sciocco, mi sono innamorato di te. Hai messo il mio intero mondo sottosopra. Layla, mi hai messo in ginocchio. Layla, ti sto implorando, tesoro, ti prego. Layla, tesoro, non vuoi alleviare la mia mente inquieta? Prendiamo il meglio da questa situazione. Prima che alla fine io impazzisca. Ti prego non dire che non troveremo mai una via d’uscita. E che tutto il mio amore è vano. Layla, mi hai messo in ginocchio. Layla, ti sto implorando, tesoro, ti prego. Layla, tesoro, non vuoi alleviare la mia mente inquieta?” (Traduzione di Dario Migliorini).
Ora la leggenda narra che Clapton abbia fatto ascoltare il brano a Pattie e che questa sia stata colpita soprattutto dalla frase “Quando il tuo vecchio uomo ti ha abbandonata. Come uno sciocco, mi sono innamorato di te.” Probabilmente aveva intuito che il cuore di Clapton batteva per lei. E ce lo conferma nella sua autobiografia Wonderful Today: “Ci siamo incontrati segretamente in un appartamento di Londra, a South Kensington. Eric mi aveva chiesto di venire perché voleva che ascoltassi un nuovo pezzo che aveva composto. Mi fece ascoltare la canzone più potente e commovente che avessi mai sentito. Era Layla” Ma la storia non finisce con Layla. Dopo il divorzio tra Pattie e George gli innamorati impossibili si ritrovarono e si si sposarono nel 1978. L’anno prima Eric aveva scritto e dedicato a Pattie “Wonderful Tonight”…..

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