Molti, me compreso, concepivano la data di nascita del Rock ’n’ Roll a metà degli anni ’50, allorquando un signore dal nome Chuck Berry, riuscendo a mescolare il blues viscerale dei padri con gli standard più classici della musica bianca (il country), trovò la formula per un nuovo tipo di musica, dove la chitarra, spesso con un suono distorto, sovrastava tutto. Maybellene, il primo brano di Chuck Berry, registrato a maggio del 1955, con al contrabbasso addirittura Willie Dixon, ottiene un clamoroso successo negli USA, scalando le classifiche dei vari generi musicali. Un’altra vulgata consegna a Rock Around the Clock, di Bill Haley & His Comets, il primato quale disco “genesi” del Rock ‘n Roll. Il brano, registrato a maggio 1954, raggiunse il successo l’anno successivo quando fu scelto per la colonna sonora del film Blackboard Jungle, spopolando nelle classifiche di mezzo mondo e diventando un inno per i giovani degli anni ’50. Ma facciamo un passo indietro. Per un tale di nome Sam Philips, il primo disco Rock ’n Roll è Rocket 88 di Jackie Brenston and his Delta Cats, registrato nel 1951. Allora conosciamo meglio questo personaggio che a febbraio del 1952 aprì a Menphis lo studio di registrazione che in seguito sarebbe divenuta la casa discografica più famosa del Rock ‘n Roll e con la quale avrebbe lanciato talenti quali Johnny Cash, Roy Orbison, Carl Perkins, Jerry Lee Lewis ma soprattutto Elvis: la Sun Records. Il suo motto era: “Noi registriamo qualunque cosa, in qualunque luogo, in qualsiasi momento”. Nato il 5 gennaio 1923 a Florence (Alabama), negli anni ’40 Sam Phillips lavorò come dj ed ingegnere radiofonico per la WLAY, stazione radiofonica di Muscle Shoals, in Alabama. Per sua stessa affermazione, questa stazione radiofonica offriva musica di artisti sia bianchi che neri, ed è stato proprio questo lavoro ad ispirargli quella che sarebbe stata poi la sua attività discografica a Memphis, dove si trasferì nel 1945 e iniziò a lavorare come ingegnere del suono ed annunciatore alla stazione radiofonica WREC. Il 3 gennaio 1950 inaugurò il celebre studio “Memphis Recording Service”, dove nel 1951 venne registrato il disco Rocket 88. Pubblicò con l’etichetta Sun il primo disco di Elvis, che però non riuscì a raggiungere le classifiche nazionali. Quindi, verso la metà del 1955 l’etichetta discografica e tutta l’attività di Sam Phillips iniziò a trovarsi in difficoltà economiche e fu così che, nel novembre dello stesso anno, decise di vendere il contratto di Elvis alla RCA per la somma di 35.000 dollari. In quell’anno aveva dato la possibilità di incidere i loro pezzi anche ad altri artisti, che poi sarebbero divenuti famosi: tra questi Johnny Cash e Carl Perkins, il cui disco “Blue Suede Shoes” divenne il primo disco dell’etichetta “Sun” a raggiungere il milione di copie vendute. Nel corso degli anni, facendo investimenti azzeccati, Sam Phillips mise da parte una vera fortuna. Uno dei primi investimenti avvenne poco dopo la vendita del contratto di Elvis: divenne uno dei primi azionisti dell’Holiday Inn, a quel tempo una nuova catena di hotel, che si fece largo a livello nazionale, la quale gli fece guadagnare multipli della somma investita. Negli anni ’70 furono i suoi figli a gestire lo studio, il “Sam Phillips Recording Service” e un’azienda di produzione discografica con sede a Nashville; mentre Sam Phillips si concentrò sulle stazioni radio che possedeva in Alabama. Nel 1986 Sam Phillips fece parte del primo gruppo di celebrità inserite nella “Rock ‘n’ Roll Hall Of Fame” ed il suo contributo, che si può definire pionieristico in questo campo, è stato riconosciuto dalla “Rockabilly Hall Of Fame”. Nel 1987 entrò a far parte della “Alabama Music Hall Of Fame”; nel 1991 ricevette il “Grammy Trustees Award” alla carriera e nel 1998 entrò nella “Blues Hall Of Fame”; dopodiché, nell’Ottobre 2001 entrò nella “Country Music Hall Of Fame”. Morì il 30 Luglio 2003, il giorno prima che il suo celebre studio di registrazione venisse designato “National Historic Landmark”. Di Phillips è rimasta famosa una frase di quei tempi: “se trovo un bianco che canta come un nero, faccio un milione di dollari”. Si era infatti accorto che i teenagers bianchi andavano pazzi per il Rhythm and Blues, ma non ne compravano i dischi, perché eseguiti da cantanti neri. Era già successo col Jazz e lo Swing: la musica nera piaceva ai bianchi, ma non riusciva a raggiungere un adeguato successo commerciale: il razzismo frenava le vendite! Il problema di vendere i dischi di Rhythm and Blues ai bianchi era noto anche a Leo Mintz, il proprietario di un negozio di Cleveland. Per pubblicizzare i dischi di R&B, Mintz sponsorizzava una radio locale raccomandando sempre ad Alan Freed, il disk jockey del programma, di promuovere il genere musicale senza evidenziarne l’origine nera. Un giorno Freed ebbe la trovata geniale: per emancipare il genere e superare la diffidenza dei bianchi, avrebbe coniato per esso un nuovo nome. Con ironia non troppo velata, Freed scelse due parole che nello slang dei neri venivano usate anche quale metafora del rapporto sessuale: Rock and Roll (rock: far oscillare, scuotere; roll: rotolare). Il nuovo nome ebbe successo e riuscì a ingannare il pubblico, in attesa di trovare degli interpreti bianchi per incrementare le vendite di dischi. Ma, tornando a Rocket 88, perché Philips lo considerava il primo disco Rock ‘n Roll? Probabilmente la ballabilità del pezzo, con sonorità boogie woogie, ha corroborato in Philips la propria convinzione. Inoltre il testo celebra la Oldsmobile Rocket 88, una delle prime auto americane con motore V8 ed è un’ode alla libertà, alla potenza e alla giovinezza, temi che diventeranno centrali nel rock ‘n’ roll. Il ritmo incalzante, il sassofono squillante e il piano martellante lo rendono un brano esplosivo. Il brano fu realizzato dal gruppo “Ike Turner and his Kings of Rhythm”, dove Jackie Brenston era il cantante e sax tenore della band e Phillips, intuendo che il riferimento per il pubblico fosse il cantante, quando pubblicò il disco, modificò il nome del gruppo musicale in Jackie Brenston and his Delta Cats. Turner (il futuro marito di Tina), capo della band e autore della canzone, forse ci rimase male, ma dovette lasciar correre. Una delle curiosità più affascinanti riguarda il suono della chitarra. Durante il viaggio verso lo studio, l’amplificatore del chitarrista Willie Kizart si danneggiò. Per ovviare al problema, Phillips vi infilò della carta da giornale, in un ispirato tentativo di salvarlo, ma non fece altro che amplificarne la distorsione, anziché smorzarla. Questo “errore” contribuì a definire il timbro aggressivo che sarebbe diventato tipico del rock. Non tutti concordano nell’attribuire a “Rocket 88” la nascita del rock ‘n’ roll. Ike Turner stesso non credette che il brano da lui scritto fosse rock, ma anzi, come disse in un’intervista a Holger Petersen: “credo che ‘Rocket 88’ sia un brano R’n’b, ma credo anche sia la causa scatenante del rock ’n’ roll”. Molti critici come Bill Dahl, Michael Campbell e Paul Grushkin sono invece unanimi nel ritenere la chitarra distorta, il sassofono gracchiante e il pianoforte che saltella allegro (poi ripreso nota per nota da Little Richard in “Good Golly Miss Molly”) siano vero e proprio indice di alto tasso di rock ‘n’ roll. Difficile stabilire con certezza quando e dove il genere musicale che ha cambiato la storia della musica sia nato esattamente: Rocket 88, comunque, ha sicuramente contribuito allo sviluppo del Rock ‘n Roll.

Fonti;
https://minimaetmoralia.it/musica/sam-phillips-linventore-del-rocknroll/
https://www.grazielvis.it/p/sam-phillips.html
https://www.thunderrock.it/rock-pills/rock-curiosity/2771775_rocket-88-il-ruggito-iniziale-del-rock-n-roll

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