Già la storia del disco Let it bleed ci porta alla fine degli anni 60, un’epoca di ideali
ormai quasi disillusi. La voglia di cambiare il mondo aveva avuto il suo apice nel
festival di Woodstock ad agosto del 1969. Let it bleed viene pubblicato il 5 dicembre
del 1969 ed è la perfetta colonna sonora del periodo storico in cui fu inciso.
Disillusioni, paure, ideali remoti. Brani come Gimme Shelter, straziante nella
ricerca spasmodica di un riparo da tutto il male che nel mondo stava proliferando
(la guerra in Vietnam su tutto). E poi la ricerca delle origini, il blues sempre nei
pensieri e nelle realizzazioni di Jagger e Richards: Love in Vain di Robert Johnson
ne è un chiaro esempio.
Quindi il brano che ho scelto per l’abbinamento al vino: You Can’t Always Get What
You Want. Quasi una presa di coscienza per chi aveva voglia di cambiare il mondo:
non puoi ottenere sempre ciò che vuoi. La presenza del London Bach Choir esalta
ancor di più il pathos di questo capolavoro. La voce metallica di Jagger ci porta in
una dimensione parallela, interconnessa con le voci pulite del coro. E’ qui che ho
deciso di abbinare il Barbera d’Alba Superiore Papagena, un vino di colore rosso
rubino, con una piacevole sensazione di pienezza e corposità, proprio la stessa
corposità e persistenza che ritrovo nella canzone degli Stones. Profondità e
carattere che si innestano nel calice durante tutta la durata del brano per poi
giungere ad un finale lungo e persistente come la traccia del brano che scivola via
sul nostro vinile.

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